Una storia che si ripete

Ciao, mi chiamo Roberta e sono una designer…. Quindi progetti cose? NO….ed è allora a quel punto che l’attenzione della persona con cui stai parlando è già rivolta ad altri. Il 90% delle volte dall’altra parte troviamo una persona che ti guarda con la faccia perplessa, se non progetti allora cosa fai?! Ci reputiamo tanto avanti e progrediti nel mondo del lavoro, negli ultimi 50 anni abbiamo fatto progressi da gigante, ma se una persona ci dice che è designer non abbiamo la più pallida idea di che faccia nella vita. Io ho studiato design all’università di architettura a Firenze, fin dal primo giorno di lezione, ancor prima di progettare con foglio e matita, ci hanno letteralmente inculcato nella testa come deve ragionare un designer, fin tanto che ormai lo faccio senza accorgermene. Faccio branding, creo un brand, studio il mercato che mi potrebbe servire per quell’attività/prodotto senza aver conseguito una laurea in scienze della comunicazione, eppure lo so fare. Ma nella testa della persona media noi progettiamo e basta. Vi rivelo un segreto, non è obbligatorio essere designer o aver studiato la materia per inventare qualcosa, tutti lo possiamo fare se ci svegliamo la mattina con una buona idea. Ma quell’idea se non contestualizzata, quindi senza un piano marketing, senza una digital strategy, senza un brief come può avere successo, come può arrivare a noi persone comuni che ci dividiamo tra casa e lavoro? Prendiamo per esempio un oggetto di design che ormai troviamo in tutte le case, la lampada bourgie di Kartell, quando siete andati a vedere il sito di Kartell, avete per caso guardato la pagina company profile? Vi spiega in maniera capibile a tutti il loro Brand e la loro strategia, il cui risultato è che in molti di noi l’abbiamo comprata e ora la bourgie fa parte del nostro arredamento. Quindi ora capite perché non progettiamo e basta, e se anche progettiamo, ancor prima di arrivare alla forma, al materiale da usare alle caratteristiche che distingueranno il nostro prodotto finale da un altro, analizziamo il contesto in cui questo si andrà a collocare. Ci sono designer il cui lavoro è proprio questo all’interno delle aziende, piccole imprese, attività, ma ancora in pochi capiamo che non si nasce designer, ci può essere la predisposizione mentale ma che se lo siamo è perché abbiamo studiato e ci distinguiamo dal dipendente medio perché sappiamo intermediare tra azienda e mercato, tra dirigenti aziendali e consumatori, tra esigenze produttive e necessità commerciali.  Siamo professionisti, creativi, con passione, cultura, curiosità, istinto nel design, nella vita e in qualsiasi tipo di lavoro. Se osservate attentamente dai grandi brand alle piccole imprese che nel loro mondo lavorativo stanno facendo strada, all’interno del loro team/dipendenti c’è almeno uno di noi.

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Prossima pubblicazione lunedì 6 novembre.

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